Il cannabidiolo (CBD) è un composto presente nella cannabis che ha suscitato notevole interesse da parte della comunità scientifica e medica negli ultimi anni. A differenza del tetraidrocannabinolo (THC), il CBD non produce effetti psicoattivi e possiede numerose potenziali proprietà terapeutiche. In questo articolo, esamineremo i dieci studi scientifici più recenti sul CBD. 1. CBD ed epilessia
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ToggleDiversi studi hanno dimostrato che il CBD può contribuire a ridurre la frequenza delle crisi epilettiche nei pazienti con alcune forme di epilessia resistenti ai trattamenti. Uno studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 2017, ha valutato l’efficacia del cannabidiolo (CBD) nel trattamento delle crisi epilettiche resistenti ai farmaci in pazienti con sindrome di Dravet, una grave forma di epilessia infantile. I ricercatori hanno condotto uno studio randomizzato, controllato con placebo e hanno concluso che il CBD ha ridotto significativamente la frequenza degli attacchi nei pazienti con sindrome di Dravet.
Fonte: https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1611618 2. Gli effetti antinfiammatori del CBD I ricercatori sono anche interessati alle proprietà antinfiammatorie del cannabinoide. Studi preclinici hanno dimostrato che il CBD
può ridurre l’infiammazione e quindi essere uno strumento efficace per il trattamento di diverse malattie infiammatorie croniche come
l’artrite o il morbo di Crohn. Uno studio pubblicato sulla rivista PAIN nel 2012 ha esaminato gli effetti antinfiammatori del cannabidiolo (CBD) e il suo potenziale meccanismo d’azione. I ricercatori hanno condotto esperimenti sui topi e hanno concluso che il CBD riduce l’infiammazione e i comportamenti correlati al dolore attraverso una via dipendente dal recettore TRPV1. Fonte: https://journals.lww.com/pain/Fulltext/2012/06000/Cannabidiol_reduces_inflammation_and_pain_related.5.aspx3. CBD e ansiaDiversi studi clinici hanno dimostrato che il CBD può avere effetti ansiolitici, il che significa che può aiutare a ridurre i sintomi dell’ansia nelle persone con disturbi d’ansia. Uno studio, pubblicato su The Permanente Journal nel 2019, ha condotto una serie di casi su un ampio numero di pazienti per valutare gli effetti del cannabidiolo (CBD) su ansia e sonno. I ricercatori hanno concluso che il CBD potrebbe essere utile nel ridurre l’ansia in alcuni pazienti, con un miglioramento dei sintomi osservato nel 79,2% dei casi studiati. Inoltre, il CBD è stato anche associato a un miglioramento del sonno nel 66,7% dei pazienti. Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6326553 https://youtu.be/f2N0Bdm8TcA
4. Potenziale antitumorale del CBD
Sebbene la ricerca sia ancora in fase iniziale, alcuni studi suggeriscono che il CBD possa possedere proprietà antitumorali. Uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Cancer Therapeutics nel 2019 ha indagato gli effetti del cannabidiolo (CBD) sulle cellule tumorali al seno. I ricercatori hanno scoperto che il CBD induce la morte cellulare programmata coordinando la comunicazione tra apoptosi (morte cellulare programmata) e autofagia (il processo di degradazione dei componenti cellulari). I risultati suggeriscono che il CBD potrebbe svolgere un ruolo nel trattamento del cancro, agendo direttamente sulle cellule tumorali. Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/307099045. CBD e schizofrenia La schizofrenia è un disturbo mentale complesso caratterizzato da sintomi come allucinazioni, deliri e deterioramento cognitivo. Uno studio pubblicato sulla rivista European Neuropsychopharmacology nel 2018 ha valutato l’uso del cannabidiolo (CBD) come potenziale trattamento per la psicosi, inclusa la schizofrenia. I ricercatori hanno condotto uno studio clinico randomizzato e hanno concluso che il CBD ha un effetto antipsicotico e potrebbe essere considerato un trattamento promettente per la psicosi, offrendo una potenziale alternativa agli antipsicotici tradizionali. Hanno osservato che il CBD è stato generalmente ben tollerato con pochi effetti collaterali. 6. Effetti del CBD sul sonno Il CBD è stato studiato anche per il suo potenziale nel migliorare la qualità del sonno. Questo studio, pubblicato su The Permanente Journal nel 2019, ha condotto una serie di casi per valutare gli effetti del cannabidiolo (CBD) su ansia e sonno. I ricercatori hanno esaminato i dati di 72 adulti con disturbi del sonno e/o ansia. Hanno scoperto che il CBD potrebbe migliorare sia la qualità che la durata del sonno nei partecipanti.
Fonte: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6326553
7. CBD e dipendenza da oppioidi Ricerche recenti suggeriscono che il CBD possa aiutare a combattere la dipendenza da oppioidi riducendo i sintomi di astinenza e la necessità di assumere questi farmaci. Uno studio del 2019 ha dimostrato che il CBD potrebbe alleviare i sintomi di astinenza negli animali da laboratorio, aprendo la strada alla sperimentazione clinica sull’uomo. Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30661270 8. Proprietà neuroprotettive del CBD Il CBD è anche oggetto di studio per i suoi potenziali effetti neuroprotettivi. La ricerca preclinica ha dimostrato che può proteggere i neuroni dalla morte cellulare causata da vari fattori, come l’infiammazione e lo stress ossidativo. Infatti, uno studio pubblicato sulla rivista Addiction Biology nel 2019 ha condotto uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo per valutare gli effetti del cannabidiolo (CBD) sulla dipendenza da oppioidi.
I ricercatori hanno scoperto che il CBD riduceva gli effetti di ricompensa associati agli oppioidi e aumentava i livelli di AMP ciclico nei soggetti con dipendenza da oppioidi. Hanno suggerito che il CBD potrebbe avere un potenziale nel trattamento della dipendenza da oppioidi.
Fonte: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30661270 9. Effetti del CBD sull’acne
Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, il CBD potrebbe anche svolgere un ruolo nel trattamento dell’acne. Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation nel 2014 ha studiato gli effetti del cannabidiolo (CBD) sui sebociti umani, le cellule responsabili della produzione di sebo nella pelle. I ricercatori hanno scoperto che il CBD riduce la produzione di sebo da parte dei sebociti e ha effetti antinfiammatori su queste cellule. Hanno concluso che il CBD potrebbe essere un’opzione terapeutica promettente per il trattamento dell’acne.
Fonte: https://www.jci.org/articles/view/6462810. CBD e diabete di tipo 1 Infine, ricerche preliminari suggeriscono che il CBD può aiutare a prevenire o rallentare lo sviluppo del diabete di tipo 1, una malattia autoimmune che causa la distruzione delle cellule produttrici di insulina nel pancreas. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Physiology – Heart and Circulatory Physiology nel 2007 ha valutato gli effetti del cannabidiolo (CBD) sulla risposta infiammatoria e sulla permeabilità cellulare esposta ad alti livelli di glucosio. I ricercatori hanno scoperto che il CBDha ridotto la risposta infiammatoria delle cellule
e protetto l’integrità della barriera endoteliale. Questi risultati suggeriscono che il CBD potrebbe avere un potenziale terapeutico per mitigare le complicanze vascolari associate al
diabete di tipo 1.
Fonte: https://journals.physiology.org/doi/full/10.1152/ajpheart.00098.2007
