Nel mercato in forte espansione dei prodotti a base di cannabidiolo (CBD), sapere come dimostrare la presenza di questa molecola in diverse soluzioni sta diventando fondamentale. In questo articolo, esploreremo i diversi metodi di differenziazione comunemente utilizzati per distinguere il CBD da altre sostanze simili come il THC.
Cos’è il CBD e perché è importante analizzarlo?
Il cannabidiolo (CBD) è una sostanza estratta dalla pianta di cannabis. È un componente non psicoattivo presente in piccole quantità in alcune varietà di canapa e possiede numerose proprietà terapeutiche, tra cui il sollievo da ansia e infiammazione, sebbene la ricerca sia ancora in corso.
A differenza del tetraidrocannabinolo (THC), responsabile degli effetti psicotropi associati all’uso ricreativo di cannabis, il CBD non produce una sensazione di euforia o di “sballo”. Per questo motivo, è sempre più popolare tra i consumatori che desiderano godere dei suoi benefici senza i rischi associati al consumo di THC. Per tutelare i consumatori e garantire la qualità del prodotto, è essenziale essere in grado di rilevare la presenza di CBD e determinarne l’esatta concentrazione.
Metodi di analisi del CBD
- Esistono diversi metodi per verificare la presenza di CBD in una soluzione e determinarne la concentrazione. Le tecniche più comunemente utilizzate sono:
- Spettrometria di massa
- Gascromatografia
Sommaire
ToggleCromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC)
Spettrometria di massa
La spettrometria di massa è un metodo di analisi di laboratorio ampiamente utilizzato che misura il rapporto massa/carica degli ioni generati da molecole volatilizzate. Questa tecnica consente l’identificazione del CBD confrontando il suo spettro con quelli ottenuti per campioni noti di questa molecola.
Per fare ciò, un campione della sostanza da analizzare viene ionizzato e gli ioni prodotti vengono separati in base al loro rapporto massa/carica utilizzando un campo elettrico o magnetico. Questo processo produce uno spettro caratteristico per ciascun composto, che può essere identificato e quantificato confrontandolo con i dati disponibili per i campioni di riferimento.
Per il CBD, la sua massa molare è di 314,46 g/mol, il che ne facilita l’identificazione confrontando un campione di materiale sospetto con uno con la stessa massa spettrale.
Gascromatografia
La gascromatografia è un metodo di separazione basato sulla differenza di solubilità dei composti in un campione in un gas vettore. La separazione avviene quando il campione viene vaporizzato e poi trasportato da un gas inerte attraverso una colonna riempita con un supporto di fase stazionaria.
Le molecole di CBD e quelle di altri cannabinoidi vengono quindi separate e possono essere identificate in base al loro tempo di ritenzione, ovvero il tempo impiegato per attraversare la colonna.
Questo metodo di verifica del CBD può essere combinato con la spettrometria di massa per ottenere risultati ancora più precisi e affidabili.
Cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC)
La cromatografia liquida ad alte prestazioni (o HPLC) è una tecnica simile alla gascromatografia, ma utilizza un solvente liquido come mezzo mobile, eliminando la necessità di una fase gassosa.
- La caratteristica principale di questo metodo risiede nella sua capacità di separare i diversi componenti di una miscela con altissima precisione. Questa tecnica consente inoltre di quantificare la concentrazione di CBD presente in un campione confrontando il segnale di assorbanza con quello ottenuto durante la preparazione.
L’aggiunta della spettroscopia UV/visibile rappresenta un miglioramento significativo in questo senso e offre una maggiore garanzia ai consumatori che cercano prodotti di alta qualità.
Altri metodi di differenziazione del CBD
Oltre ai test di laboratorio menzionati in precedenza, si possono prendere in considerazione altri approcci per verificare la presenza di CBD in una soluzione:
Test colorimetrici
Kit di rilevamento rapido per uso domestico
