Il cannabidiolo (CBD) è un composto presente nella cannabis che sta guadagnando popolarità per le sue numerose proprietà terapeutiche, senza produrre effetti psicoattivi. Tuttavia, è essenziale comprendere le normative che ne regolano l’uso, in particolare il modo in cui la polizia ne rileva la presenza durante i controlli stradali.
In questo articolo, esamineremo più da vicino i metodi utilizzati dalle forze dell’ordine per distinguere il CBD da altre sostanze proibite e la legislazione pertinente.
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ToggleTest salivari
Uno dei principali strumenti utilizzati dalla polizia per rilevare l’uso di sostanze illecite è il test salivare. Questo test consente la rilevazione rapida e non invasiva di droghe nell’organismo.
Tuttavia, questi test non sono specifici per THC e/o CBD; rilevano solo la presenza di alcune molecole della famiglia dei cannabinoidi. Pertanto, se avete assunto CBD prima di un controllo stradale, i risultati del test potrebbero essere simili a quelli dell’uso di cannabis.
Affidabilità dei test salivari
È importante notare che l’affidabilità dei test salivari è ancora dibattuta. Questi test possono produrre risultati contraddittori e la loro capacità di rilevare la presenza di CBD rimane incerta. Inoltre, è importante notare che la durata della rilevazione del CBD nella saliva varia a seconda dell’individuo e delle sostanze assunte.
Il ruolo dei cani da fiuto
Le forze dell’ordine utilizzano anche cani da fiuto appositamente addestrati per rilevare la presenza di droghe nei soggetti sottoposti a controllo. Questi animali sono specificamente addestrati a rilevare l’odore della cannabis, così come di altre sostanze proibite come cocaina o eroina.
Tuttavia, questi cani generalmente non reagiscono al CBD, poiché non ha lo stesso odore del THC, il principale componente psicoattivo della cannabis. Ciononostante, se si è in possesso di prodotti contenenti sia CBD che THC, i cani potrebbero comunque essere in grado di rilevarli.
Limiti di questo metodo
È importante notare che i cani antidroga non sono infallibili; a volte possono commettere errori o essere influenzati da altri fattori esterni, come il cibo dall’odore forte. Tuttavia, la loro competenza durante i controlli di polizia non deve mai essere sottovalutata e la loro efficacia nell’individuare sostanze illegali è ampiamente riconosciuta.
- Promemoria sulla legislazione vigente
- Dal 26 giugno 2018, la legge ha incluso norme specifiche relative alla vendita e all’uso di CBD. Questa sostanza è ora autorizzata a determinate condizioni:
- Il contenuto di THC deve essere inferiore allo 0,2%.
I prodotti devono essere derivati da varietà di cannabis autorizzate dalla normativa europea. La vendita di CBD ai minori di 18 anni è vietata.
Tuttavia, le sanzioni per l’uso e/o il possesso di prodotti contenenti più dello 0,2% di THC rimangono molto severe. Possono variare da
- 6 mesi a 5 anni di reclusione
- oltre a pesanti multe.
- Come evitare problemi durante i controlli di polizia?
- Per evitare problemi con le forze dell’ordine durante i controlli volti a rilevare il consumo o il possesso di CBD, si consiglia di seguire alcuni semplici consigli:
Informarsi sulle leggi sul CBD e prestare attenzione alle modifiche normative.
