In campo sanitario, il CBD (o cannabidiolo)
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Togglesta guadagnando costantemente popolarità grazie ai suoi numerosi benefici terapeutici. Derivato dalla canapa indiana e rinomato per il suo effetto rilassante, il CBD vanta anche interessanti proprietà legate alla salute dei vasi sanguigni e alla prevenzione degli infarti. In questo articolo, esploreremo il legame tra questa sostanza e gli stent.
Cos’è uno stent?
Uno stent è un dispositivo medico progettato per dilatare un’area ristretta o ostruita delle arterie coronarie. Questa ostruzione può essere causata dall’accumulo di placca nei dotti biliari, che porta a un’ostruzione biliare. Per risolvere questo problema, viene utilizzato uno
stent biliare, una struttura tubolare sottile e flessibile, solitamente realizzata in metallo.
Questo dispositivo viene spesso utilizzato durante l’intervento chirurgico di posizionamento dello stent, il cui scopo è proprio quello di prevenire le complicazioni legate al restringimento dei vasi sanguigni. La procedura prevede in genere una colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP), che consente al medico di guidare lo stent attraverso i dotti biliari e posizionarlo nel sito dell’ostruzione. CBD e dilatazione biliareIl ruolo del CBD nel trattamento di questo tipo di problemi è multiforme. In primo luogo, sembra favorire la dilatazione biliare, ovvero l’allargamento dei dotti biliari. Questo aiuta a prevenire o ridurre il rischio di formazione di calcoli biliari (coledocolitiasi), noti anche come calcoli da CBD.
Inoltre, secondo alcuni studi, il CBD può facilitare l’eliminazione dei calcoli biliari e favorire un migliore recupero dopo la procedura. Infine, alcuni ricercatori suggeriscono che il CBD possa preservare la funzionalità dell’omento onfalomesenterico (OAF) dopo l’inserimento di uno stent in seguito alla rimozione dei calcoli biliari. Mantenere la salute delle arterie coronarie con il CBD
Oltre ai suoi effetti specifici sui dotti biliari, il CBD possiede anche interessanti proprietà per il mantenimento della salute generale dei vasi sanguigni. Infatti, è già noto che il cannabidiolo aiuta a rilassare le pareti dei vasi, abbassando così la pressione sanguigna e favorendo un migliore flusso sanguigno.
Ciò è particolarmente importante nel contesto delle malattie cardiovascolari come l’ipertensione e le malattie cardiache, due importanti fattori di rischio per l’ictus. In generale, integrare il CBD in uno stile di vita sano e personalizzato può essere utile per supportare l’intero sistema cardiovascolare.
Diverse forme di CBD a supporto della terapia con stent Oltre alle proprietà specifiche del CBD relative alle guide diagonali e LAD, è importante notare che questa sostanza deriva dalla pianta di cannabis. Pertanto, fumare cannabis per ottenere gli effetti medicinali del CBD non è raccomandato, poiché può indurre altri effetti indesiderati legati al fumo inalato e alla presenza di THC (tetraidrocannabinolo), un altro componente psicoattivo della cannabis.
- In questo contesto, per beneficiare del CBD durante il trattamento con stent, si preferiscono le forme non fumabili e prive di THC:
- Tinture: disponibili in forma liquida, sono generalmente a base di alcol o olio e possono essere assunte per via sublinguale (sotto la lingua).
- Capsule: ideali per chi preferisce un dosaggio preciso e regolare, le capsule di CBD sono simili agli integratori alimentari tradizionali.
- Creme topiche: questi prodotti vengono applicati direttamente sulla pelle per agire su aree specifiche e alleviare, ad esempio, dolori muscolari o articolari.
Edibili: gli alimenti a base di CBD rappresentano un modo più piacevole per assumere questa sostanza e sono adatti a chi ha difficoltà a ingerire capsule o tinture.
Per garantire la sicurezza e l’efficacia del trattamento, è essenziale che i prodotti utilizzati siano di buona qualità e contengano i livelli di CBD indicati con precisione sull’etichetta. È inoltre necessario consultare un medico prima di utilizzare questi prodotti, soprattutto se si è in cura per una patologia specifica.
Un potenziale promettente ma ancora inesplorato