Rapporto parlamentare sulla canapa per il benessere in Francia

Rapport parlementaire sur le chanvre bien-être en France

Nell’ambito della Missione informativa congiunta sulla regolamentazione e l’impatto dei diversi usi della cannabis, è stato pubblicato un rapporto sulla canapa per il benessere. In effetti, si è osservato che questo settore è in crescita in Francia. Ciò è dimostrato dal numero sempre crescente di

negozi che vendono prodotti per il benessere a base di CBD.

La Francia ne conta oggi quasi 400. Purtroppo, questa molecola (il cannabidiolo) è intrappolata in quella che potrebbe essere definita una “zona grigia legale”. Era quindi giunto il momento che questa missione si concentrasse su questo tema, al fine di formulare proposte che potessero far luce sulla questione per il Governo. CBD in Francia: facciamo il punto!

In effetti, in Francia, come in altri paesi del mondo,

il CBD

è vittima del suo stesso ambiente. Infatti, la sola pianta di cannabis contiene circa un centinaio di componenti cannabinoidi e un altro centinaio di non cannabinoidi. All’interno della prima categoria (cannabinoidi) si trova una molecola ben nota: il THC. Si ritiene che sia questa molecola a essere responsabile degli effetti psicotropi, lo “sballo” associato alla cannabis.

Di conseguenza, anche altre molecole che potrebbero essere benefiche per l’uomo e gli animali stanno subendo questa pubblicità negativa. È il caso del CBD, come spiega Jean-Baptiste Moreau:

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“Il CBD è attualmente la vittima collaterale dell’approccio alla cannabis prevalentemente incentrato sulla sicurezza nel nostro Paese.”

Era quindi giunto il momento di porre fine a questa confusione. In altre parole, che gli effetti psicotropi, che sono quelli del THC, fossero attribuiti esclusivamente a questo, e che i numerosi benefici del CBD fossero riconosciuti, in modo che possano essere pienamente utilizzati in Francia.

Si dice che il cannabidiolo abbia le seguenti proprietà:

“Rilassante e calmante, con l’ulteriore vantaggio di comprovati effetti antiepilettici e anticonvulsivanti.”

Ma… “nessuno degli effetti avversi del THC (confusione, ansia, delirio, allucinazioni, disturbi della memoria e della concentrazione)”. Questa relazione costituisce quindi la base per stabilire un quadro giuridico giusto ed equo. In questo modo, “garantisce la completa sicurezza per il consumatore”. E inoltre, aiuta la Francia a mantenere il controllo su questo settore.

“Questa relazione parlamentare è un passo nella giusta direzione. La Francia, che si trovava in una situazione particolarmente critica, potrà affermarsi in questo nuovo settore e cercare di recuperare il terreno perso finora.”

Aurélien Delecroix, Presidente dell’Associazione Francese dell’Industria della Canapa (SPC)

La relazione stessa

In effetti, è piuttosto lunga. Queste pagine costituiscono la documentazione delle audizioni svolte. La relazione affronta diversi aspetti dell’industria della canapa in Francia.

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Da un lato, si parla di dare maggiore libertà ai coltivatori di canapa francesi, consentendo loro di utilizzare l’intera pianta, o almeno la maggior parte di essa. A questo proposito, il rapporto propone:

D’altro canto, dato che la pianta di cannabis contiene CBD ed è inseparabile dal THC, il rapporto propone una revisione della soglia di THC. Nello specifico, i parlamentari stanno valutando:

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( Rédacteur en chef spécialisé en CBD )
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